Nel quarto trimestre del 2022 il tasso tendenziale delle compravendite del settore residenziale ha invertito il segno, registrando una diminuzione del 2,1% rispetto a quanto riscontrato nello stesso periodo del 2021: così, su un totale di oltre 208 mila transazioni, sono state oggetto di compravendita 4 mila abitazioni in meno.

L’andamento è ben evidenziabile dando uno sguardo alla serie storica del dato, che ha potuto beneficiare di continui rialzi che hanno condotto al picco nel secondo trimestre 2021: da quel momento in poi la crescita si è attenuata fino al trimestre in esame, in cui la dinamica espansiva si è interrotta, a beneficio di un’inversione di tendenza per le compravendite.

Trattandosi di un dato medio a livello nazionale, permangono significative differenze: le compravendite abitative diminuiscono infatti in misura maggiore nei comuni minori (-2,6%) rispetto ai capoluoghi (- 0,9%) e tra le abitazioni nuove (- 11,6%) piuttosto che tra quelle esistenti (- 1,0%).

Per quanto poi attiene alla superficie delle abitazioni compravendute, nel confronto con lo stesso trimestre 2021 si osservano flessioni maggiori rispetto a quelle riscontrate in termini di unità scambiate: la superficie media delle abitazioni compravendute nel quarto trimestre cala di 2,1 metri quadri, intorno ai 106 metri quadri. La fascia più rappresentata rimane quella tra i 50 e gli 85 metri quadri, con il 31,1% delle abitazioni, davanti alla fascia tra 85 e 115 metri quadri, con il 26,3% del totale.

Cosa ne pensano gli agenti

Passando poi alle conclusioni riconducibili al Sondaggio congiunturale del mercato delle abitazioni in Italia, il 64,9% degli agenti ha segnalato una sostanziale stabilità dei prezzi di vendita, e l’87,8% dichiara di aver venduto almeno un’abitazione nel periodo oggetto di considerazione, per un valore record dall’avvio della serie storica nel 2009.

Rimangono poco movimentati sia i tempi medi di vendita, oggi pari a 6,1 mesi (contro i 5,9 mesi dell’ultimo trimestre del 2021) sia gli sconti medi sui prezzi di vendita, aumentati per il secondo mese consecutivo dall’8,4% all’8,8%. Rimane inoltre ancora importante il ruolo determinato dai mutui casa, con il 65,3% delle compravendite che è finanziata con un finanziamento bancario, per un loan-to-value (il rapporto tra l’importo del mutuo e il valore dell’immobile) che si attesta su valori elevati, al 77%, in calo di quasi 2 punti percentuali rispetto alla recedente rilevazione.

Dando uno sguardo al futuro a breve termine, le attese delle agenzie sono tendenzialmente sfavorevoli, con il saldo tra le attese di miglioramento e quelle di peggioramento che si è ora portato a – 25,6 punti. A prevalere è anche un moderato pessimismo sul mercato nazionale, con un orizzonte temporale biennale. Infine, per due terzi degli operatori l’andamento dei prezzi al consumo inciderà negativamente anche sulla domanda di abitazioni e sui prezzi di vendita.

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